Il teatro è relazione nella realtà carceraria

Si conclude con un bilancio positivo il laboratorio “Il Teatro come strumento per buone pratiche in carcere”, avviato a Torino nell’ambito del progetto di "Liberi Legami" e con cui abbiamo proposto il nostro metodo di lavoro nella realtà carceraria a un gruppo di 15 partecipanti.
«Un insieme di teoria e pratica, arricchito da incontri e spazi di confronto che ci ha fornito nuovi strumenti per poter essere attori positivi e autorevoli nella complessità del carcere».
«Il laboratorio ha stimolato il pensiero creativo e fornito tecniche che potranno essere utili anche in altri ambiti» e ancora «conoscere la realtà carceraria da più prospettive è stato uno stimolo interessante anche per chi lavora già in quel contesto».
Nelle parole dei partecipanti è sintetizzato il valore del percorso che li ha messi a confronto con altre esperienze teatrali, testimonianze e operatori, tra cui un agente della Casa Circondaria di Torino. «Abbiamo voluto offrire una visione concreta della realtà carceraria perché è necessario a chi vi opera essere molto consapevole della sua complessità» spiegano Elisabetta Baro e Franco Carapelle di Teatro e Società che hanno condotto i laboratori «Il teatro è il linguaggio che utilizziamo per dare voce e movimento alle emozioni, per interpretare i vissuti personali, per elaborarli e condividerli. Uno strumento potente e trasformativo che è stato colto da tutti con molto interesse».
La risposta è stata infatti entusiasta e i differenti background professionali dei partecipanti si sono intrecciati trovando subito la giusta sinergia e creatività. Attori e operatori della cultura, insieme a professionisti dell’ambito educativo e sociale, si sono infine cimentati nella creazione di due narrazioni sul tema della genitorialità nel contesto carcerario, focus del progetto “Liberi Legami”, pensate come materiali drammaturgici aperti a uno sviluppo sia in forma di teatro da tavolo sia come messa in scena.
Il teatro si propone infatti di nutrire relazioni e diventa un ponte tra i detenuti e i loro figli, per rafforzare il dialogo. Il compito sarà al centro di un breve tirocinio (volontario) che molti stanno intraprendendo e potrà essere un’occasione in più di restituzione della formazione svolta.
Il corso ha previsto 𝗡𝗢𝗩𝗘 𝗜𝗡𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗜 gratuiti rivolti a 𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶, 𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗲 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗽𝗲𝗻𝗶𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗿𝗶 nel periodo novembre 2025- febbraio 2026 e si è svolto a Torino, raccogliendo partecipanti da tutta la Regione.
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