
...un semplice tavolo può trasformarsi in un intero palcoscenico, dove accogliere e offrire storie intrise d’un ethos profondo...
Teatro da tavolo

LO “spettacolo da tavolo” riprende e approfondisce una ricerca sul Micro Teatro di Figura e Narrazione.
Il Teatro da Tavolo è un genere di rappresentazione essenziale, agile e accessibile a tutti, ideato da Claudio Montagna.
Un attore, seduto a un tavolo, racconta storie utilizzando un computer che funge da “gobbo”, da centro di regia leggero per voce, musica e luce, e da fondale sul quale posa immagini, fotografie, disegni e figure bidimensionali che evocano ambienti e personaggi.
Pensato per pochi spettatori, raccoglie piccole comunità intorno a grandi temi.
EVENTI • LUOGHI • RASSEGNA STAMPA
IN CATALOGO TS.PDF - Come richiedere unA rappresentazione da tavolo
GALLERY FOTOGRAFICA - foto di Lorenzo Mascherpa
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Di seguito le rappresentazioni da tavolo disponibili e prenotabili, suddivise per tematica. clicca su ciascun titolo per dettagli:
TEMATICHE RELATIVE ALLA DETENZIONE
Tre spettacoli che affrontano il tema della detenzione e delle sue soglie: il prima, il durante e il dopo. Storie di cadute, errori, marginalità e scelte che restringono il campo delle possibilità.
Il Teatro da Tavolo diventa qui strumento di ascolto e confronto, capace di entrare in contesti sensibili senza giudicare. Racconti in prima persona che interrogano responsabilità individuali e contesti sociali.
• MODÀFFERI • TRASCINATO SULLA VIA DEL DISONORE • ADOLESCENTI
SPIRITUALITA’
Spettacoli che interrogano il bisogno umano di senso, fede e trascendenza. Racconti che attraversano il dubbio, l’eresia, il sacrificio e il rapporto conflittuale con il potere, in cui la dimensione spirituale non è mai consolatoria, ma terreno di tensione e scelta.
• Q • WORMHOLE • DAMIANOMARTIRE DELLA TORRETTA
SCUOLA, ISTRUZIONE E CONOSCENZA
La TRILOGIA DI GAETANO
Una storia di formazione in tre spettacoli, dall’infanzia del protagonista, emigrato in Piemonte dall’Irpinia a fine ‘800 con la madre, fino alla sua vita adulta in una grande città americana.
Nel primo quadro [ORECCHIE D'ASINO], un incontro decisivo, la sua maestra, che lo salva dall’esclusione e gli trasmette la passione per il sapere. Nel secondo [GAETANO], le tumultuose vicende politiche del suo tempo vissute da adolescente entusiasta e inconsapevole. Nel terzo [IL MONDO NUOVO], ancora una storia di migrazione, in cui il riscatto personale arriva attraverso l’incontro con gli altri e una crescente consapevolezza intorno ai nodi drammatici del vivere sociale.
• ORECCHIE D'ASINO • GAETANO • IL NUOVO MONDO
TEMATICHE SOCIALI
Spettacoli che osservano l’individuo nel suo rapporto con la comunità e con le regole, esplicite o invisibili, che la attraversano. Storie di identità, fragilità, esclusione e desiderio di riscatto, radicate nel presente, capaci di dare voce a conflitti spesso taciuti. Il Teatro da Tavolo, qui, diventa strumento civile, vicino alle persone e ai loro vissuti.
• D...COME DONNA • GLI INVINCIBILI. FORZA VECCHIO CUORE GRANATA • FOLGORAZIONI • AEROPLANI DI CARTA
CULTURA E NATURA
Spettacoli che mettono in dialogo l’essere umano con l’ambiente che abita e trasforma. Racconti in cui il confine tra naturale e artificiale, mito e progresso, viene continuamente attraversato e la relazione con la terra, il lavoro e il paesaggio diventa specchio di scelte culturali e politiche.
• SILOS • TARZAN
ELENCO DI TUTTE LE RAPPRESENTAZIONI
di F. Carapelle
Il racconto in prima persona di un ragazzo qualunque, Mario, uno studente come tanti, che si trova improvvisamente a dover crescere troppo in fretta. Dopo la morte del padre, Mario entra alle superiori con un grande vuoto dentro. La scuola, l’amore, il bisogno di sentirsi accettato, il desiderio di appartenere a un gruppo: tutto si mescola in un’età fragile, in cui basta poco per prendere una strada sbagliata. Sigarette, alcool, amicizie pericolose, scelte fatte “per amore”… fino a una notte che cambia tutto. È una storia di caduta, ma soprattutto di consapevolezza. Una storia che non giudica, non predica, non semplifica. Una storia che parla direttamente ai ragazzi, usando le loro stesse domande.
𝗚𝗟𝗜 𝗜𝗡𝗩𝗜𝗡𝗖𝗜𝗕𝗜𝗟𝗜. 𝗙𝗢𝗥𝗭𝗔 𝗩𝗘𝗖𝗖𝗛𝗜𝗢 𝗖𝗨𝗢𝗥𝗘 𝗚𝗥𝗔𝗡𝗔𝗧𝗔
di Franco Carapelle, con la collaborazione di Teo Minotti alla chitarra e con le figure in scena di Claudio Montagna.
Dedicato alla grande squadra nel 75 anniversario dalla tragedia di Superga che cancellò una delle squadre più forti della storia del calcio italiano.
Presentato in anteprima il 18 e 20 marzo 2025 presso il “Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata” a Grugliasco.

di Claudio Montagna
Napoli 1944: vietato innamorarsi dell’invasore, nemico tedesco o alleato e “liberatore” che sia. Storie di adolescenti che si affacciano alla vita in un’Italia sanguinante e ferita. Il male della guerra, che non termina quando la guerra finisce ma lascia ferite che non riescono a chiudersi, odi che gridano vendetta, la sensazione che la pace possa non arrivare mai più.

TRASCINATO SULLA VIA DEL DISONORE
di Claudio Montagna
Il desiderio di essere perdonato, per poi scontare tutta intera la sua pena, come riscatto al delitto commesso.
Quel ragazzo non era uno che uccide. Un dolore infinito, il pentimento, l’oltraggio all’onestà della sua famiglia. In cella impiegò un mese per scrivere ai figli della vittima la sua richiesta di perdono, una lettera di ottantaquattro pagine. Tra le righe, l’amore di Elvira, unica possibile luce che lo avrebbe potuto salvare. La lettera datata 1919 e conservata al Museo di Antropologia criminale "Cesare Lombroso" dell'Università di Torino è un omaggio alla sua memoria.

di Claudio Montagna
Un fatto di cronaca diventa il pretesto per entrare con delicatezza e umanità nel dramma delle morti sul lavoro.
La solita storia. Quando qualcuno muore sul lavoro tutti si indi-gnano, molti promettono, chi lo conosceva si esibisce ricordandone gentilezza e solarità, la sua famiglia è rovinata e i responsabili cercano di passarla liscia. Poi tutto svanisce, nell’attesa del successivo morto sul lavoro.
di Claudio Montagna
A metà Cinquecento mentre la scienza inizia a cercare risposte oltre la fede, si diffondono in Europa figure mistiche femminili alle quali si attribuiscono fenomeni e miracoli clamorosi. Ma un monaco giovane e curioso non riesce a rassegnarsi all'idea che l'inspiegabilità di molti eventi sia liquidata con la semplice definizione di mistero.
di Franco Carapelle
Risate che uccidono le donne
Lo spettacolo mette in evidenza quei luoghi comuni che trovano conferma e si rafforzano nella vita di ogni giorno sui difetti e sulle imperfezioni degli esseri umani, luoghi comuni che, però, quando riguardano una donna, sono spesso accompagnati dall’allusione alla “sua natura”.
Un percorso che sprofonda nel buio della mente del suo protagonista, offrendoci la drammatica realtà attraverso un gioco di specchi in cui la medesima immagine si riflette, all’infinito.
LA TRILOGIA DI GAETANO
di C. Montagna - Produzione: CTA CENTRO TEATRO ANIMAZIONE E FIGURE di Gorizia.
La faticosa migrazione di una donna con suo figlio, dal sud al nord di un'Italia unita da poco.
Una storia di fine Ottocento non diversa da tante storie di oggi: i temi del disagio e dell'esclusione, la necessità di trovare accoglienza non solo abitativa e lavorativa, il difficile confronto tra le distanti storie individuali, l'importante funzione della scuola cui spetta il compito di individuare strategie adeguate a ogni modalità di apprendimento.
di C. Montagna
Un adolescente che nel 1898 vive a modo suo uno dei periodi difficili della storia italiana: l’inizio dello sviluppo industriale, lo sfruttamento dei lavoratori e i primi tentativi di ribellione, i momenti di entusiasmo, talvolta anche pieni di contraddizioni, a cui seguono momenti di delusione. Fa le sue scelte, reagisce come può, come può tira a campare, salvaguardando ad ogni costo le sue passioni. E dalla sua condizione economica impara la solidarietà.
di C. Montagna
È un racconto teatrale di migrazione, ingiustizia e formazione, ambientato tra
l’Italia di fine Ottocento e l’America.
Attraverso il viaggio di Gaetano, giovane in fuga dall’Italia, lo spettacolo
intreccia destini di oppressi: migranti, popoli nativi, lavoratori sfruttati.
È una storia di amicizia, disillusione e ricerca di senso, in cui l’impulso alla
ribellione si confronta con il bisogno di conoscenza e responsabilità.
Nel formato intimo del Teatro da Tavolo, il grande affresco storico si fa
esperienza condivisa e profondamente umana.
di C. Montagna
Quel “sentire”, quel voler “vivere di più”, quel guardare i colori del cielo. E la voglia di fare “cose vere” senza chiedersi cosa sia la loro verità. E il desiderio di libertà, anzi, di liberazione.
Il viaggio della vita di un adolescente sullo sfondo della nascita del cristianesimo: una microstoria per appuntare la Storia e farne un viatico per l’esistenza.
MODÀFFERI - durata 75'
di C. Montagna
Certi reati sono di una gravità assoluta, la giusta pena anche. Ma è difficile non chiedersi se alcuni criminali non abbiano avuto una strada segnata fin dalla nascita diventando, forgiati dalla cultura in cui sono vissuti, macchine da reato senza alternative. Chi potrebbe o dovrebbe intervenire per interrompere questa catena del male, male indotto, male subìto? E come?
A vent’anni fu condannato a trenta di prigione. Per cominciare, sei mesi di isolamento, e lesse Pascal, Aristotele e Sant’Agostino. Dei suoi reati scrisse poesie, le pubblicò. Si mise a fare teatro.
Ma aveva scontato dieci anni e ne aveva abbastanza.

di C. Montagna - Produzione: CTA CENTRO TEATRO ANIMAZIONE E FIGURE di Gorizia.
La fortuna di trovare parole quando l’inesprimibile sconvolge l’anima, l’incanto travolge, l’inconfessabile pesa sul cuore.
Saper dire, cantare, confessare, svelare, in un lontano passato era un regalo all’umanità attribuito a una dea, Mnemosìne. Creava parole per noi.
Alle volte è dentro di noi qualcosa
(che tu sai bene, perché è la poesia)
qualcosa di buio in cui si fa luminosa
la vita: un pianto interno, una nostalgia
gonfia di asciutte, pure lacrime
P. P. Pasolini
TARZAN - durata 75'
di C. Montagna
È vero che c’era una volta una foresta nutriente e pensante, che pensava al posto nostro e che per noi sceglieva il meglio?...
Che sciocchezza, allora, andarsene!
Ehm... Scusi... sarebbe mica possibile tornare indietro?
Tarzan: “La libertà di scegliere è una condanna perché espone alla possibilità di sbagliare!
di C. Montagna
Cuori generosi e grandi menti hanno dato luce alla nostra esistenza. Ne sono rimaste tracce che hanno superato la loro morte annientandola. Essi non appartengono al passato, ma vivono oggi. Tra loro, Qualcuno vive oggi per più di due miliardi di esseri umani.
Il Viaggiatore: “ Il suo messaggio vale per quello che è, che bisogno ha di dimostrazioni e prove...”
SCHEDA TECNICA
valida per la rappresentazione di tutti gli spettacoli da tavolo proposti
Genere: Micro Teatro di Figura e Narrazione.
Spazio: lo spettacolo si presta a essere rappresentato in tutti i luoghi non convenzionali, dall'abitazione a una bilbioteca, alla sala di un museo, ecc.
Produzione: Teatro e società
Per informazioni e per organizzare la presentazione di uno spettacolo di TEATRO DA TAVOLO contattare:
Stiamo arrivando:
25, 26, 27, 28 maggio 2026 - ore 20.30
CASA CIRCONDARIALE "LORUSSO E CUTUGNO"
strada Maria Adelaide Aglietta, 35 – TORINO
“In un aeroporto desolato, una sala di attesa si trasforma in un microcosmo di speranze e paure. I passeggeri, tutti con la stessa fretta e la necessità di fuggire da una realtà distrutta, si trovano intrappolati in una situazione surreale: il loro aereo non parte mai.”
Una performance originale ideata con i detenuti su un tema fondamentale per la loro condizione detentiva e la loro condanna: l’attesa e la necessità di ricostruire.
“Andarsene? Quando un volo serve a non partire” è la rappresentazione conclusiva della Scuola sui mestieri del teatro che fa parte del progetto “PER ASPERA AD ASTRA come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza”, coordinato da ACRI, sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e realizzato a Torino dall’Associazione Teatro e Società.
Con il sostegno organizzativo e la collaborazione della Casa Circondariale di Torino "Lorusso e Cutugno", del Primo Liceo Artistico di Torino, con la collaborazione del Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale.
SCHEDA DI SALA
Organizzazione: Elisabetta Baro
Conduzione dei laboratori: Elisabetta Baro, Franco Carapelle e Diego Coscia
Testo: Diego Coscia, Claudio Montagna
Laboratorio di scenotecnica: Claudio Cantele - scenografo e scenotecnico, con gli studenti dell’Istituto Plana della casa Circondariale Lorusso e Cutugno
Attori in esecuzione penale Padiglione C- Studenti del Primo Liceo Artistico di Torino
Tirocinanti: Corso di tecniche d’insegnamento dell’italiano per stranieri, sotto la guida di Silvia Sordella, prof.ssa del Dipartimento di Culture, Politica e società dell’Università degli Studi di Torino
Accompagnamento musicale: Ensemble vocale Claricantus
Regia: Claudio Montagna
Partecipazione libera
PER PRENOTARE
Inviare un'email entro il 27marzo 2026 a
indicando:
1) la DATA della serata a cui si intende partecipare (dal 25 al 28 maggio)
2) i dati anagrafici della/e persona/e:
COGNOME E NOME - DATA e LUOGO DI NASCITA - CODICE FISCALE - NUMERO DI TELEFONO
3) Allegare copia della carta d'identità [fronte e retro].
Se la carta d'identità è cartacea allegare anche copia del codice fiscale
N.B. è necessario indicare tutti i dati richiesti perché la prenotazione possa essere considerata valida
La prenotazione sarà confermata via e-mail in prossimità dello spettacolo con le indicazioni per l'accesso alla Casa Circondariale.
N.B. Considerato il numero limitato di posti e l’impossibilità di sostituire le disdette, vi preghiamo di iscrivervi solo se sicuri di partecipare.
TS: Prossimi appuntamenti
25, 26, 27, 28 maggio 2026 - ore 20.30
CASA CIRCONDARIALE "LORUSSO E CUTUGNO"
strada Maria Adelaide Aglietta, 35 – TORINO
“In un aeroporto desolato, una sala di attesa si trasforma in un microcosmo di speranze e paure. I passeggeri, tutti con la stessa fretta e la necessità di fuggire da una realtà distrutta, si trovano intrappolati in una situazione surreale: il loro aereo non parte mai.”
Una performance originale ideata con i detenuti su un tema fondamentale per la loro condizione detentiva e la loro condanna: l’attesa e la necessità di ricostruire.
“Andarsene? Quando un volo serve a non partire” è la rappresentazione conclusiva della Scuola sui mestieri del teatro che fa parte del progetto “PER ASPERA AD ASTRA come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza”, coordinato da ACRI, sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e realizzato a Torino dall’Associazione Teatro e Società.
Con il sostegno organizzativo e la collaborazione della Casa Circondariale di Torino "Lorusso e Cutugno", del Primo Liceo Artistico di Torino, con la collaborazione del Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale.
SCHEDA DI SALA
Organizzazione: Elisabetta Baro
Conduzione dei laboratori: Elisabetta Baro, Franco Carapelle e Diego Coscia
Testo: Diego Coscia, Claudio Montagna
Laboratorio di scenotecnica: Claudio Cantele - scenografo e scenotecnico, con gli studenti dell’Istituto Plana della casa Circondariale Lorusso e Cutugno
Attori in esecuzione penale Padiglione C- Studenti del Primo Liceo Artistico di Torino
Tirocinanti: Corso di tecniche d’insegnamento dell’italiano per stranieri, sotto la guida di Silvia Sordella, prof.ssa del Dipartimento di Culture, Politica e società dell’Università degli Studi di Torino
Accompagnamento musicale: Ensemble vocale Claricantus
Regia: Claudio Montagna
Partecipazione libera
PER PRENOTARE
Inviare un'email entro il 27marzo 2026 a
indicando:
1) la DATA della serata a cui si intende partecipare (dal 25 al 28 maggio)
2) i dati anagrafici della/e persona/e:
COGNOME E NOME - DATA e LUOGO DI NASCITA - CODICE FISCALE - NUMERO DI TELEFONO
3) Allegare copia della carta d'identità [fronte e retro].
Se la carta d'identità è cartacea allegare anche copia del codice fiscale
N.B. è necessario indicare tutti i dati richiesti perché la prenotazione possa essere considerata valida
La prenotazione sarà confermata via e-mail in prossimità dello spettacolo con le indicazioni per l'accesso alla Casa Circondariale.
N.B. Considerato il numero limitato di posti e l’impossibilità di sostituire le disdette, vi preghiamo di iscrivervi solo se sicuri di partecipare.
25, 26, 27, 28 maggio 2026 - ore 20.30
CASA CIRCONDARIALE "LORUSSO E CUTUGNO"
strada Maria Adelaide Aglietta, 35 – TORINO
“In un aeroporto desolato, una sala di attesa si trasforma in un microcosmo di speranze e paure. I passeggeri, tutti con la stessa fretta e la necessità di fuggire da una realtà distrutta, si trovano intrappolati in una situazione surreale: il loro aereo non parte mai.”
Una performance originale ideata con i detenuti su un tema fondamentale per la loro condizione detentiva e la loro condanna: l’attesa e la necessità di ricostruire.
“Andarsene? Quando un volo serve a non partire” è la rappresentazione conclusiva della Scuola sui mestieri del teatro che fa parte del progetto “PER ASPERA AD ASTRA come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza”, coordinato da ACRI, sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e realizzato a Torino dall’Associazione Teatro e Società.
Con il sostegno organizzativo e la collaborazione della Casa Circondariale di Torino "Lorusso e Cutugno", del Primo Liceo Artistico di Torino, con la collaborazione del Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale.
SCHEDA DI SALA
Organizzazione: Elisabetta Baro
Conduzione dei laboratori: Elisabetta Baro, Franco Carapelle e Diego Coscia
Testo: Diego Coscia, Claudio Montagna
Laboratorio di scenotecnica: Claudio Cantele - scenografo e scenotecnico, con gli studenti dell’Istituto Plana della casa Circondariale Lorusso e Cutugno
Attori in esecuzione penale Padiglione C- Studenti del Primo Liceo Artistico di Torino
Tirocinanti: Corso di tecniche d’insegnamento dell’italiano per stranieri, sotto la guida di Silvia Sordella, prof.ssa del Dipartimento di Culture, Politica e società dell’Università degli Studi di Torino
Accompagnamento musicale: Ensemble vocale Claricantus
Regia: Claudio Montagna
Partecipazione libera
PER PRENOTARE
Inviare un'email entro il 27marzo 2026 a
indicando:
1) la DATA della serata a cui si intende partecipare (dal 25 al 28 maggio)
2) i dati anagrafici della/e persona/e:
COGNOME E NOME - DATA e LUOGO DI NASCITA - CODICE FISCALE - NUMERO DI TELEFONO
3) Allegare copia della carta d'identità [fronte e retro].
Se la carta d'identità è cartacea allegare anche copia del codice fiscale
N.B. è necessario indicare tutti i dati richiesti perché la prenotazione possa essere considerata valida
La prenotazione sarà confermata via e-mail in prossimità dello spettacolo con le indicazioni per l'accesso alla Casa Circondariale.
N.B. Considerato il numero limitato di posti e l’impossibilità di sostituire le disdette, vi preghiamo di iscrivervi solo se sicuri di partecipare.














