Fragorcudi' 2009
E’ vero che i legami, le passioni, gli amori tra qualcuno o per qualcosa possono rendere attraente e affascinante un territorio, un paese o un edificio, ma è anche vero che si esauriscono presto se si limitano a parole, dichiarazioni, manifestazioni occasionali di interesse.
Nel caso nostro ne conseguirebbe un impoverimento della vitalità del territorio stesso, il cui fascino finirebbe per dimostrarsi cosa temporanea ed effimera. La sola contemplazione dell’oggetto del proprio amore esaurisce presto la relazione. Cioè, è indispensabile prendersi cura di chi e di ciò che si ama, abbandonando l’individualismo, in nome di un progetto di attenzioni per l’oggetto del proprio amore.
Dunque, tema di FRAGORCUDI’ 2009, è “la cura” con la quale la gente delle Valli rende concreti i suoi legami con gli altri, la cultura, il territorio.
Anche questo viene evidenziato per contrasto, con l’avvento di un vistosissimo personaggio presuntuoso e insulso, un “Grande Attore” che, in realtà, è il Diavolo.
“La gente delle Valli vuole e sa prendersi cura, e non solo di sé e delle cose proprie. Sa individuare le necessità e se ne fa carico.”
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Andarsene? Quando un volo serve a non partire
“In un aeroporto desolato, una sala di attesa si trasforma in un microcosmo di speranze e paure. I passeggeri, tutti con la stessa fretta e la necessità di fuggire da una realtà distrutta, si trovano intrappolati in una situazione surreale: il loro aereo non parte mai.”
Andarsene? Quando un volo serve a non partire
“In un aeroporto desolato, una sala di attesa si trasforma in un microcosmo di speranze e paure. I passeggeri, tutti con la stessa fretta e la necessità di fuggire da una realtà distrutta, si trovano intrappolati in una situazione surreale: il loro aereo non parte mai.”
