Il Carcere minorile luogo d'incontro e confronto

Succede da alcuni anni grazie al progetto GAME OVER. Il tema del carcere e della legalità arriva alle Scuole superiori e gli studenti di alcune classi arrivano all’Istituto penale minorile Ferrante Aporti per un confronto “tra pari” sui temi della giustizia e della legalità.
Uno incontro importante che apre nuove porte e abbatte pregiudizi. Attraverso il confronto i giovani colgono nuove sfumature su cosa voglia dire riparare il danno, con più comprensione e sensibilità. «Tengo particolarmente alla partecipazione della nostra scuola al progetto perchè offre un confronto vero con una realtà che a loro sembra distante - afferma la professoressa Mariella Semeraro del Liceo Linguistico Santorre di Santarosa di Torino - l’incontro con i loro coetanei ristretti nell’istituto penitenziario, in particolare, li porta ad abbattere stereotipi sul carcere, comprendendo che sbagliare può capitare a tutti. Game Over è un percorso di prevenzione e consapevolezza ma anche di sensibilizzazione sulla giustizia e sulla possibilità di ricominciare».
l laboratorio del progetto “GAME OVER, gli altri siamo noi”, avviato nell’autunno 2024, si è concluso il 27 maggio 2025 con il Teatro-conferenza presso il Campus Luigi Einaudi di Torino, con la partecipazione delle scuole superiori e il coinvolgimento di personalità delle istituzioni e della società. Un incontro animato da musica e teatro, a cura della compagnia Teatro e Società, inserito nei programmi di educazione civica proposti nelle scuole, con il coinvolgimento dell’Istituto Penale Minorile Ferrante Aporti di Torino.
Il laboratorio ha coinvolto, nell’anno scolastico 2024-2025, 18 scuole superiori di Torino e provincia, una della Valle D’Aosta e una di Arona offrendo la possibilità a 2.500 studenti circa con i loro insegnanti di riflettere insieme su come i concetti: dignità, regole, solidarietà e giustizia siano cardini di un ordito costituzionale che vuole disegnare i tratti di una società basata su relazioni di fiducia e la premessa necessaria per disegnare il vivere comune. 10 incontri di teatro-conferenza si sono svolti all'interno del Ferrante-Aporti, cogestiti da Teatro e Società e Associazione Sulleregole, con il coinvolgimento di alcune classi e momenti di riflessione comune tra coetanei.
Nato dall’impegno sociale del Fondo Alberto e Angelica Musy, grazie al sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e la collaborazione dell’Istituto Penale Minorile Ferrante Aporti di Torino, il progetto è guidato da un team composto dalla compagnia Teatro e Società, dall’Associazione Sulleregole e dal Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Torino “Clinica Legale Carcere e Diritti 1” che ha implementato la pratica delle legal clinic come momento formativo prevedendo la partecipazione di alcuni studenti sia al laboratorio teatrale che ai momenti di teatro-conferenza.
«L’esperienza negli ultimi anni ci ha portato a mettere a fuoco il tema “chi è l’altro per me”, in un tempo in cui la cultura solidaristica che promana dalla nostra Costituzione è messa seriamente in crisi - spiegano Franco Carapelle e Elisabetta Baro di Teatro e Società - Gli altri siamo noi ha proposto di riflettere insieme sul fatto che i diritti riguardano tutti, oltre le separazioni e le barriere fisiche, geografiche e mentali. I diritti di ciascuno nascono cioè da un senso di appartenenza, dalla necessità di una loro tutela comune, dall’esercizio del rispetto reciproco e dalla precisa e costante consapevolezza delle proprie responsabilità e soprattutto dell’importanza della solidarietà per identificare il tipo di comunità orientata ad una convivenza pacifica».
La Vicesindaca della Città di Torino Michela Favara ha sottolineato come: «immedesimarci negli altri ci aiuti a capire il significato delle regole e ci renda consapevoli che prendersi cura degli altri sia alla base della convivenza. L’incontro dei giovani con la realtà carceraria è, in questo percorso, importante per non vedere tutto in “bianco e nero” ma per cogliere le sfumature della realtà, consapevoli che siamo parte di una comunità di cui è importante difendere i valori».
Sono intervenuti Marzia Sica della Fondazione Compagnia di San Paolo, Cecilia Blengino Professoressa di Sociologia del Diritto Università degli Studi di Torino con una riflessione sul significato di “La legge è uguale per tutti” in riferimento all’articolo 3 della nostra Costituzione; Marcello Di Lella del reparto Polizia Giudiziaria - Nucleo Investigazioni scientifiche - Corpo Polizia Municipale di Torino, Franca Pelucchi Associazione Sulleregole e Gherardo Colombo ex magistrato che ha dedicato una testimonianza video al tema dei pregiudizi: «I pregiudizi sono tanto dannosi quanto più riguardano il singolo perché parte di una categoria di persone, proprio in questo senso i pregiudizi possono colpire anche noi ed opportuno fare di tutto per liberarsene». Mara Lorenzo responsabile area educativa dell’Istituto penale minorile Ferrante Aporti di Torino, Umberta Morganti Psicologa presso Istituto penale minorile Ferrante Aporti di Torino, Marta Tempestini e Martina Tomassetto studentesse della Clinica legale "Carcere, diritti fondamentali e vulnerabilità sociale" dell'Università di Torino hanno condiviso la loro esperienza nell’istituto minorile Ferrante Aporti.
Di grande impatto la testimonianza di due ex detenuti con il racconto della loro esperienza in carcere e con le opportunità del percorso di uscita: dalle pene alternative alla possibilità di studiare offerta all’interno, importanti per ricostruire la propria esistenza. «Il carcere è una scuola di vita “al contrario” - hanno sottolineato - in cui entri a contatto con la delinquenza in modo devastante, tanto che il tasso di recidiva per chi esce supera il 70%; per questo l’attenzione delle istituzioni e della società sono importantissime per migliorarlo e renderlo davvero un luogo dove l'umanità si ritrova e non si perde».
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