Riappropriazioni debite

≪Poichè oggi è più facile ottenere spettacolarità con altri mezzi - come cinema e televisione, mentre ieri lo era con il varietà, l'altro ieri con il circo equestre, prima ancora con i gladiatori e ancor prima con l'Odeon greco - giudichiamo meno esasperato (e forse piu propizio) lasciare al teatro quelle funzioni relazionali, celebrative e comunitarie che piu gli sono proprie...≫

...è vero che ciascuna realtà teatrale ha il proprio pubblico, ma è altrettanto vero che esiste una gran quantità di pubblico – enorme, eccessiva – che non ha il proprio teatro.

Considerazioni sulle specificità del teatro

Di Claudio Montagna
Torino, un anno qualunque, tra circa un secolo.

Direzione Artistica

di Claudio Montagna

Parlo con le parole, ma sovente non bastano,

non mi sentite, non mi capite, mi fraintendete, ridete di me, e capita che qualche volta rido di me
perfino io.

Interferenze
mi impediscono di dire chiaro
quello che so, sento, voglio;
a volte impediscono a me stesso di capirlo,
di vederlo:
interferenze anche per gli occhi,
dovrei essere cieco, ci vedrei meglio.
E' come se non ricordassi, la memoria non mi aiuta:
ricordo tutto quello che mi Ë successo in passato,
ma ci sono cose che mi sono presenti da sempre
e che io non riesco a snidare e definire;
mi attraggono, mi attraggono,
come se fossero la Terra Promessa,
e sono anni che attraverso il deserto per raggiungerle:
per vedere chiaro, finalmente, quel poco che per me davvero conta, le poche cose che - tuttavia -
so di sapere, sentire, volere...
come se fossero angeli con spade di fuoco, mi abbagliano
mi stordiscono, mi chiamano,
e non si mostrano...

Fare teatro

di Claudio Montagna

Nelle arti, solo qualcuno produce; gli altri assistono, guardano, fruiscono, consumano. Da sempre è così, produce arte chi ritiene di possedere strumenti, doti ed esperienza per farlo. Gli altri hanno il ruolo di spettatori, assistono.
Questo mi sembra ovvio, infatti le due funzioni, di produzione e di fruizione, sono complementari, di solito una è indispensabile all’altra.

Io, almeno per quanto riguarda il teatro, credo che la possibilità di produzione appartenga a tutti, cioè che chiunque possa fare il teatro, disponendo in tal modo dell’opportunità di scegliere, di volta in volta, tra la funzione di produttore e quella di consumatore.

“Fare” teatro e non soltanto vederlo: è una modalità formidabile di comunicazione. E’ una ricchezza
espressiva.

Io non credo che esista qualcuno incapace di fare teatro. Certo, è abituale sentir dire “io non saprei
mai interpretare un parte”, così come si dice “non so cantare”, “non so tenere in mano un pennello”, “mi
piace leggere, ma non saprei mettere insieme due parole”, ma ho l’impressione che si tratti di affermazioni,
seppure motivate, in parte quasi obbligate e non del tutto pertinenti e consapevoli.