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... il Pellegrino, frequentando terre genti e culture lontane, ha scoperto che la vita è un gioco sospeso sotto il Sorriso Universale, dove non esiste verità se non nella trasparenza

20107 - METÀ - Meditazioni sul Cantico dei Cantici

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 PROLOGO

Chiusi e privati dei sentimenti.

Tra noi e le persone che amiamo ci sono delle sbarre che ci chiudono.
Chiudono noi e chiudono loro.

Qui, tra quattro angoli, i nostri tempi diventano un misto caotico di desideri.
E non c’è niente che sciolga questo caos.

Così, nell’abbandono forzato,
lontani,
in chi ha una carcerazione molto lunga,
cresce il timore di non farcela a uscire bene,

anche la dignità viene meno,
e si rischia di uscire incapaci, indegni, dimezzati.

Dimezzati.

 

9 – 10 – 11 – 12 - 15 - 16 MAGGIO 2017 - Teatro della Casa Circondariale di Torino
Coordinamento Registico di Claudio Montagna - Realizzazione TS Teatro e Società

Con la partecipazione di donne e uomini detenuti della Casa Circondariale "Lorusso e Cutugno" e di un gruppo di studenti in collaborazione con la cattedra del Prof. Sarzotti, Filosofia del Diritto del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino, si alternano in scena gli studenti.


 
Il valore degli affetti e il senso di incompiutezza che accompagna i sentimenti di chi vive la reclusione, la loro rappresentazione attraverso i sogni, le fantasie di donne e uomini detenuti e le parole d’amore del Cantico dei Cantici. E’ l’idea di METÀ - Meditazioni sul Cantico dei Cantici, l’evento teatrale realizzato da Teatro e Società, con il sostegno della Compagnia di San Paolo. 

Con METÀ - Meditazioni sul Cantico dei Cantici, per la prima volta in venticinque anni di regia, Claudio Montagna realizza una rappresentazione esclusivamente ispirata ai temi dell’affettività in carcere, in particolare, degli affetti famigliari e coniugali.

«Donne e uomini detenuti mettono in scena quei sentimenti che li toccano con grande forza ma per i quali soffrono privazioni e lontananze. Perdere l’altra metà, chiunque essa sia, genitori, figli, amici, amori, “dimezza” nell’anima e forse nel corpo. E poi chissà se a fine pena, pur ritrovando l’altro, riusciranno a ritrovare la parte di sé che avevano perduto? Se no, che faranno di sé? E che farà la società?». 

 

Le serate teatrali METÀ - Meditazioni sul Cantico dei Cantici si collocano nel progetto IL TEATRO PER UN DIALOGO TRA I DETENUTI E I CITTADINI SUL VALORE DEGLI AFFETTI proposto e realizzato da Teatro Società grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo. Il progetto è condiviso operativamente dalla Direzione, dagli educatori e dagli agenti della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno e dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino nell’ambito della Cattedra di Sociologia del diritto.

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